Il mondo del credito sta cambiando alla velocità della luce e l’Italia non può rimanere indietro. Va promosso un grande sforzo di potenziamento del Fondo centrale di garanzia per incrementare i finanziamenti garantiti alle piccole e medie imprese con l’obiettivo di arrivare a una copertura per almeno 50 miliardi di finanziamenti per loro.

Dobbiamo rafforzare, specie nella creazione delle infrastrutture, il modello di partnership pubblico-privato e vanno velocizzate le procedure attraverso un ulteriore snellimento dei processi di escussione delle garanzie e monetizzazione dei collaterali in via stragiudiziale, nel segno di quanto già fatto nella scorsa legislatura e all’interno di un quadro di garanzie ben definito per il debitore insolvente.

Vanno potenziati i canali alternativi al finanziamento bancario: l’accesso alla borsa, il ricorso ai mini bond, le piattaforme di crowdfunding e peer-to-peer lending spingendo l’innovazione fintech e canalizzando una parte del nostro cospicuo risparmio privato verso impieghi nell’economia reale italiana, estendendo tra l’altro i Piani individuali di risparmio (Pir) anche ad altre piccole aziende operanti in settori ad alto valore tecnologico o ambientale.

Infine, non è più rinviabile una forte iniziativa sul venture capital per fare in modo che le tante startup che nascono in Italia trovino i capitali per poter crescere e avere successo.