Riconosciamo all’università e alla ricerca una responsabilità sociale e politica fondamentale per il Paese: la formazione delle conoscenze e delle competenze e la generazione di futuro. Tale azione generativa si attua attraverso l’inscindibilità della formazione e della ricerca.

In questa legislatura, grazie all’iniziativa del Partito Democratico, le risorse per università e ricerca sono tornate ad aumentare, dopo la stagione dei tagli del centrodestra. Abbiamo varato misure importanti, un progetto strategico da irrobustire e completare: diritto allo studio, reclutamento di nuovi ricercatori, investimenti per enti di ricerca e dipartimenti universitari più innovativi, valorizzazione dei dottorati, recupero e incremento degli scatti stipendiali di professori e ricercatori, e molto altro ancora.

La comunità accademica e della ricerca ha saputo sviluppare una forte e generosa resilienza di fronte alle criticità dell’ultimo decennio, causate dalla contrazione delle risorse e dall’involuzione strutturale del modello universitario operata dai governi di centrodestra.

L’inversione di tendenza che i nostri governi hanno iniziato ad attuare si fonda su una rinnovata fiducia verso la comunità dei docenti, dei ricercatori e degli studenti che abitano le nostre università, che ci spinge a rilanciare una prospettiva di forte valorizzazione del sistema universitario e della ricerca nel nostro Paese. Per la prossima legislatura, ci impegniamo lungo queste linee di intervento.

  • Approvare una misura che è fondamentale per affrontare i punti di crisi dell’università (tra tutti, i divari territoriali e l’allargamento dell’offerta formativa per andare sempre più incontro alla domanda degli studenti): il reclutamento strutturale e continuativo di 10 mila ricercatori di tipo B nei prossimi 5 anni.
  • Aumentare ulteriormente il fondo ordinario per l’università.
  • Promuovere le reti interuniversitarie di ricerca mediante incentivi alla mobilità e altri strumenti di raccordo.
  • Superare la logica dei “punti organico”, per lasciare agli atenei una maggiore autonomia nella gestione delle proprie risorse umane e finanziarie e ridurre i settori scientifico disciplinari.
  • Sostenere la semplificazione e l’abbattimento degli oneri burocratici per atenei e docenti.
  • Favorire l’internazionalizzazione delle nostre università e l’attrazione di studenti dall’estero attraverso un’azione di supporto coordinata a livello nazionale.
  • Favorire l’attrazione di studiosi e ricercatori che lavorano all’estero, potenziando e semplificando gli strumenti esistenti.

Continuità e certezza di risorse sono essenziali per fare della ricerca un’infrastruttura strategica, imperniata sull’integrazione tra università ed enti, sul legame tra ricerca-imprese-territori, sul presidio delle frontiere tecnologiche.

A tal proposito, ci impegniamo a realizzare:

  • l’istituzione di un’Agenzia nazionale della ricerca, per coordinare progetti e risorse ed evitare frammentazioni;
  • un piano straordinario di investimenti in ricerca di base;
  • realizzare a Napoli – in collaborazione con i grandi player multinazionali dell’innovazione tecnologica già presenti e le università del territorio – un centro di ricerca internazionale, ispirato al modello Human Technopole di Milano.