Per una società di diritti e opportunità, c’è bisogno di un modello largo, non più parametrato su una offerta angusta (per mancanza di finanziamenti), ma sulla domanda (ed è per questo che abbiamo introdotto il parametro del costo standard).

Dobbiamo dare ai giovani la possibilità di realizzarsi, indipendentemente dalle condizioni di partenza. Costruendo un sistema per l’accesso all’università in linea con i paesi più avanzati. Questa legislatura ha costituito uno spartiacque: i fondi per le borse di studio sono quasi raddoppiati ed è stata introdotta la misura della no tax area, grazie alla quale gli studenti provenienti da famiglie con Isee sotto 13 mila euro non pagano più le tasse universitarie e quelli sotto 30 mila euro le pagano in misura fortemente ridotta. Si tratta di interventi che vanno ampliati.

Per consentire agli studenti meritevoli che ne abbiano bisogno di coprire l’intero costo di mantenimento degli studi. Per permettere a tutti gli studenti sul territorio nazionale di accedere a una formazione universitaria di riconosciuta qualità, mettendoli in condizione di poter scegliere liberamente a seconda delle aspirazioni e dei talenti.

Per questo proponiamo:

  • di introdurre livelli essenziali delle prestazioni per il welfare studentesco omogenei per tutte le regioni;
  • di realizzare un piano speciale per l’edilizia universitaria;
  • di introdurre lauree professionalizzanti, di cui è stata varata la prima sperimentazione, per incentivare le immatricolazioni da istituti tecnici e professionali;
  • di rafforzare borse di studio che consentano ai “capaci e meritevoli anche se privi di mezzi”, come recita la nostra Costituzione, di coprire il costo della vita durante gli studi.