Il Partito Democratico propone l’adozione di un salario minimo garantito per tutti. Si tratta di una misura di civiltà per combattere l’opportunismo dei lavoretti sottopagati, dei contratti pirata, delle cooperative spurie e delle piattaforme digitali. È una misura che restituisce piena dignità al lavoro: assieme a pochi altri Paesi europei – cinque, per la precisione – siamo gli unici a non averlo.

Il salario minimo garantito sarà fissato da una commissione indipendente di cui faranno parte anche sindacati e organizzazioni datoriali. Le imprese saranno vincolate a usarlo solo in assenza di un contratto collettivo. Per questo, il salario minimo dovrà essere accompagnato da una legge sulla rappresentanza sindacale , in grado di garantire la verifica dell’effettiva rappresentatività dei soggetti che firmeranno i contratti nazionali.

Una cornice legislativa che faccia propri i principi condivisi dalle parti sociali in materia di criteri e metodologie di rilevazione della rappresentatività sindacale e di rispetto del contratto collettivo, anche da parte del sindacato dissenziente ma minoritario.

Con un salario minimo legale i controlli saranno più semplici: oggi un lavoratore sottopagato deve ricorrere al giudice per farsi riconoscere una giusta retribuzione e il giudice deve stabilire qual è il contratto nazionale di riferimento più corretto per il suo lavoro. Con il salario minimo fissato per legge il controllo sarà svolto in via amministrativa: se il salario è sotto il minimo legale, scatta la sanzione. Un diritto in più, stipendi più alti. Per tutti, nessuno escluso.

Questa riforma non è il grimaldello per scardinare il contratto nazionale, che sarà rafforzato nel suo ruolo di ulteriore garanzia da una legge sulla rappresentanza, ma la forma di tutela per i giovani che la sera consegnano pizze a 5 euro l’ora.

Il salario minimo legale è anche l’unico modo in cui si risolve il problema dei lavoratori distaccati, i dipendenti di aziende straniere che lavorano in Italia. Oggi, questi lavoratori possono regolarmente lavorare in Italia con i salari del paese di provenienza, in alcuni casi molto più bassi di quelli italiani. Così si crea un fenomeno di dumping salariale rispetto al quale solo il salario minimo rappresenta una soluzione radicale.

Allo stesso tempo, si dovrà valorizzare e difendere la buona cooperazione, combattendo però le cooperative spurie che non rispettano i principi della concorrenza leale e utilizzano contratti pirata per praticare dumping contrattuale.