Per unire l’Europa e i suoi cittadini è il momento di costruire anche una vera e propria Unione sociale. Non uno stato sociale federale, che sarebbe irrealistico di fronte alle profonde differenze dei sistemi di welfare europei, ma una cornice comune per promuovere inclusione, protezione e investimenti sociali.

Serve un cambio di passo nella politica sociale dell’Unione Europea, che ora è troppo frammentata e poco riconoscibile ai cittadini. Va razionalizzata e rafforzata finanziariamente. La cittadinanza europea è oggi prevalentemente incentrata su diritti economici e politici.

La Carta dei diritti fondamentali e il pilastro sociale elencano un paniere di diritti sociali comuni, ma solo come aspirazioni, come “diritti programmatici”, al massimo utili per operazioni di valutazione e monitoraggio. È vero, esiste un minimo comune denominatore frutto di direttive che hanno fissato standard minimi e prodotto cambiamenti nei diritti sociali nazionali.

Ed esistono fondi UE (il fondo sociale, il fondo di aggiustamento alla globalizzazione, il fondo aiuti per le persone deprivate), che erogano sussidi e facilitano l’accesso ai diritti all’interno dei paesi e delle regioni. Ma è arrivato il momento di muovere verso l’adozione di un nucleo di diritti soggettivi direttamente ancorato al livello europeo, creando una cittadinanza sociale europea in senso stretto.

Ecco le quattro priorità su cui ci impegniamo a lavorare:

  • attuazione del Piano Prodi per lo sviluppo delle infrastrutture sociali;
  • una “Children Union” che realizzi investimenti comuni contro la povertà educativa;
  • uno schema previdenziale europeo per i lavoratori mobili (intra-UE);
  • uno schema europeo di assicurazione contro la disoccupazione, che agisca da stabilizzatore automatico e crei uno strumento tangibile di protezione sociale legato alla cittadinanza europea, agganciandosi a un diritto alla valutazione periodica delle competenze, a un’offerta di formazione gratuita per migliorarle e aggiornarle, sostegni mirati per favorire la mobilità intra-UE.