Le regole fiscali dovranno essere riformate e semplificate in modo complementare a questo processo, garantendo la sostenibilità delle finanze pubbliche ma anche fornendo i corretti incentivi alla crescita, agli investimenti e alle riforme, in modo da consentire una credibile traiettoria di medio termine di riduzione del debito e un adeguato livello di aumento del Pil, dell’occupazione e della crescita potenziale.

Per questo, l’attuale proposta di direttiva che punta a sostituire il Fiscal compact, e che introduce al posto dell’obbligo di pareggio strutturale di bilancio un meccanismo pluriennale di definizione e attuazione di un percorso di riduzione del debito, ancorato ai parametri di Maastricht e all’evoluzione della spesa pubblica, potrà essere discussa solo nel quadro di una parallela riforma del Patto di stabilita e crescita.

Una riforma che superi anche nel Patto di stabilità il principio del pareggio di bilancio e l’attuale regola del debito, a favore di un obiettivo pluriennale di finanza pubblica in grado di garantire una riduzione sostenibile del debito nel medio periodo.

Tale obiettivo andrà definito al netto degli investimenti pubblici e del cofinanziamento delle infrastrutture sociali entro il tetto del 3% del deficit. Parallelamente, vanno resi più stringenti i meccanismi di controllo degli squilibri macroeconomici interni, a partire dall’eccesso di avanzo delle partite correnti, e quelli di definizione e implementazione di una posizione aggregata di bilancio adeguata dell’area euro.