Le misure adottate dai governi a guida PD rappresentano la premessa di credibilità e fattibilità per una serie di riforme fondamentali, attese da decenni dal mondo dello sport.

Dal credito d’imposta per l’ammodernamento degli impianti calcistici alla riforma del sistema pensionistico degli sportivi professionisti, dai canali preferenziali per le società dilettantistiche no profit nelle concessioni degli impianti pubblici alla maternità per le atlete, fino al rifinanziamento del Fondo sport e periferie: tutti i provvedimenti sono andati incontro alle esigenze di un settore troppo spesso dimenticato dalla legislazione.

Certo, non basta. Abbiamo chiari in mente gli obiettivi per la prossima legislatura, a partire dall’approvazione di un Codice unico dello sport e dal superamento della distinzione tra atleti professionisti e dilettanti.

Fondamentale poi rivedere il funzionamento del mercato dei diritti audiovisivi, potenziare e uniformare il programma di promozione dei valori sportivi nelle scuole, così come proseguire nell’opera di recupero e riqualificazione degli impianti dismessi. Perché molte zone disagiate del Paese possano ripartire anche dallo sport.Che è prima di tutto educazione.