La legislatura che sta per concludersi ha rappresentato una grande stagione dei diritti civili, nella quale hanno visto finalmente la luce provvedimenti rimasti finora solo tra le buone intenzioni.

Da unioni civili e coppie di fatto al biotestamento, dal Dopo di noi alla legge sugli orfani delle vittime di reati domestici, sono molti i provvedimenti che hanno visto la luce grazie alla passione e alla volontà delle donne e degli uomini del Partito Democratico.

Per la prossima legislatura ci sono altrettante battaglie da portare avanti.

  • Prima di tutto, lo Ius soli: l’approvazione di una legge che preveda l’ottenimento della cittadinanza per i bambini nati in Italia da genitori stranieri in possesso del permesso di soggiorno e per i minorenni entrati nel nostro Paese entro il dodicesimo anno di età, purché abbiano frequentato regolarmente per almeno cinque anni uno o più cicli di studio o seguito percorsi di istruzione e formazione professionale.
  • La parità di genere, in particolare nelle retribuzioni su cui troppo spesso esiste un divario ingiustificato. Per questo vogliamo prevedere un meccanismo di valutazione e certificazione della parità di salario. Per i datori di lavoro che impieghino più di 50 dipendenti introdurremo l’obbligo a svolgere un’analisi delle retribuzioni ogni quattro anni, il cui monitoraggio sarà affidato a un organo esterno.
  • La lotta all’omofobia. Nella violenza e nella discriminazione di stampo omofobico e transfobico la peculiarità dell’orientamento sessuale della vittima, ovvero l’essere omosessuale oppure l’essere transessuale, così come l’essere donna nella violenza sessuale contro queste ultime, non sono neutrali rispetto al reato, del quale costituiscono il fondamento.
  • Il riconoscimento dei diritti dei bambini e la relativa riforma delle adozioni: tutti i bambini sono uguali, hanno pari diritti dinanzi alla legge a prescindere dalle famiglie nelle quali sono nati. Occorre modificare la legge sulle adozioni ferma al 1983, in quanto non tiene conto delle evoluzioni sociali e del diritto di famiglia.
  • Il rifinanziamento del fondo per i centri antiviolenza e per i centri per le vittime della tratta delle donne con incentivazione dei centri protetti, l’inserimento delle donne vittime nel mondo del lavoro, la formazione specifica delle forze dell’ordine e del personale sanitario sugli aspetti della violenza di genere.