La Strategia energetica nazionale (Sen), adottata con il contributo determinante del Partito Democratico, contiene le linee direttrici della politica energetica italiana dei prossimi anni. Le direttrici per il 2050 si muovono verso obiettivi ambiziosi e nella prospettiva di un sistema energetico indipendente dai combustibili fossili, sostenibile per l’ambiente, competitivo dal punto di vista economico e più sicuro.

La Sen prevede un incremento della produzione di energia da fonti rinnovabili, con l’obiettivo minimo di una penetrazione totale sui consumi almeno al 28% nel 2030 e una percentuale di elettricità da fonti rinnovabili pari almeno al 55%.

Nell’azione di penetrazione delle rinnovabili saranno centrali gli sviluppi delle tecnologie più mature (fotovoltaico ed eolico), nonché i rifacimenti e i potenziamenti degli impianti esistenti così da limitare il consumo di suolo. Lo sviluppo della produzione di energia rinnovabile va di pari passo con la cessazione della produzione di energia elettrica da carbone nel 2025 e il rafforzamento della rete elettrica per migliorarne la resistenza, la flessibilità e la sicurezza, rafforzando le connessioni con l’estero e la distribuzione locale.

Tutto questo dovrà essere accompagnato da processi di riconversione ed evoluzione dell’occupazione qualificata nel settore.

In termini economici, due rimangono gli obiettivi principali: ridurre i prezzi dell’elettricità, rispetto alla media UE, e azzerare il differenziale di prezzo all’ingrosso tra il gas italiano e quello del Nord Europa. Per il gas, che riveste un ruolo importante nella fase di transizione, sarà importante migliorare le infrastrutture di interconnessione accrescendo nel contempo la sicurezza degli approvvigionamenti.

Occorre rendere veramente competitivo il mercato elettrico e del gas, dando piena attuazione a quanto previsto dalla recente legge sulla concorrenza, con un consumatore consapevole in grado di operare in un mercato trasparente e di facile accessibilità, anche grazie alla standardizzazione delle offerte e alla comparabilità dei prezzi, con una regolamentazione tesa a far sì che la maggiore concorrenzialità si traduca in una vera riduzione delle tariffe.

Dobbiamo incidere con ancora più forza sulla riduzione del costo dell’energia per le imprese, con particolare riguardo a quelle piccole e medie, in linea con quanto fatto con la recente revisione della normativa sulle imprese ad alti consumi elettrici, operando per ridurre le componenti fiscali e parafiscali che oggi gravano sulle bollette ed estendendo l’intervento anche ai consumi di gas.

Gli obiettivi di decarbonizzazione e sostenibilità ambientale vanno tenuti insieme a quelli di miglioramento della competitività della nostra industria. È possibile farlo: la competitività dell’industria del futuro sarà sempre più determinata dalla sua sostenibilità. Sul fronte della mobilità sostenibile e della diffusione del vettore elettrico occorre accelerare la transizione verso modalità di trasporto meno inquinanti, promuovendo una mobilità privata e collettiva sempre più sostenibile.

Occorre anche una decisa svolta sul fronte dell’efficienza energetica tanto nel settore privato quanto nella Pubblica amministrazione, con particolare attenzione all’edilizia residenziale e pubblica. In questi anni, abbiamo fortemente rafforzato gli incentivi fiscali per la riqualificazione energetica e sismica dei condomini, introducendo con la Legge di bilancio 2018 detrazioni fino all’85 per cento.

Nella prossima legislatura intendiamo estendere a tutti i contribuenti la piena cedibilità del credito fiscale anche a banche e intermediari finanziari, per favorire interventi di rigenerazione a partire dai condomini delle nostre periferie, con effetti positivi su ambiente, sicurezza sismica e attività edilizia.